
Traumi ai denti nei bambini e nei ragazzi: una guida pratica basata sui protocolli dell’International Association of Dental Traumatology (IADT) per capire cosa fare, e cosa evitare, nei primi minuti dopo l’incidente.
Sono le sei del pomeriggio, il parco è pieno di bambini che corrono. Tuo figlio scende dallo scivolo troppo veloce, inciampa, e batte la bocca contro il bordo.
Piange, sanguina, e quando riesci finalmente a guardargli dentro la bocca vedi che un dente è storto — o, peggio, che non c’è più.
In quel momento è normale sentirsi disorientati. Prima controlla le condizioni generali del bambino e, se non ci sono segnali di un’emergenza medica, contatta subito il dentista per ricevere indicazioni. Nel caso di un dente permanente uscito completamente dalla bocca, agire in fretta può essere importante — ma non bisogna improvvisare manovre se non sei sicuro di come procedere.
I traumi ai denti possono accompagnarsi a una lesione del labbro, del viso o della testa. Prima di concentrarti sul dente, controlla che il bambino sia vigile, respiri normalmente e riesca a parlare.
Chiama il 112/118 o vai al pronto soccorso se il bambino ha perso conoscenza, è confuso, vomita, ha difficoltà a respirare, presenta una ferita profonda o un sanguinamento che non si arresta con una pressione delicata. Fai lo stesso se sospetti che il dente sia stato aspirato, o se il bambino ha difficoltà a deglutire o tossisce dopo averlo perso. Non cercare alla cieca un dente in gola.
Per un sanguinamento lieve della bocca, applica una garza pulita con pressione delicata e continua per alcuni minuti; per il gonfiore puoi appoggiare dall’esterno un impacco freddo avvolto in un panno. Non appoggiare ghiaccio direttamente sulla pelle e non somministrare farmaci senza seguire le indicazioni del pediatra o del professionista che conosce il bambino.
Se ci sono anche sintomi alla testa o al viso, la priorità è la valutazione medica: la gestione del dente non deve ritardarla. Se invece il bambino sta bene ma il dente è lesionato, chiama comunque il dentista per un’istruzione e una valutazione tempestiva.
I traumi ai denti sono frequenti durante l’infanzia e l’adolescenza, spesso in seguito a cadute, urti in bicicletta o scontri mentre si gioca. Le stime cambiano molto in base all’età considerata e alla popolazione studiata — per questo preferiamo non indicarti una cifra senza una fonte verificabile e contestualizzata. Quello che conta è un’altra cosa: in alcuni casi, le prime decisioni si prendono prima ancora di arrivare in studio.
Non tutti i traumi si presentano con un dente caduto o visibilmente rotto.
Un dente può anche essere dolente alla pressione o alla masticazione pur sembrando integro: la radice, il legamento che lo sostiene o l’osso circostante non si valutano guardando soltanto la corona. Controlla se ci sono tagli a labbra e gengive, gonfiore, sanguinamento o frammenti mancanti, ma non forzare la bocca se il bambino prova dolore. Descrivi al professionista quando è avvenuto il trauma, come è successo e quali sintomi sono comparsi: questa descrizione aiuta a decidere quanto rapidamente effettuare la visita, non serve stabilire da soli il nome esatto della lesione.
C’è un’informazione che vale la pena conoscere prima che serva: un dente da latte e un dente permanente, in caso di trauma, si gestiscono in modo completamente diverso. Confonderli può fare più danno che bene.
Nella dentizione mista, che può durare diversi anni, in bocca possono esserci contemporaneamente denti da latte e permanenti. L’età da sola non basta sempre a identificarli: se non sai quale dente è coinvolto, non provare a rimetterlo nella sua sede e chiedi subito indicazioni a un professionista.
Le indicazioni che seguiamo in studio sono quelle dell’International Association of Dental Traumatology (IADT), il riferimento scientifico internazionale per queste emergenze. Te le traduciamo qui in modo semplice, divise per tipo di dente.
Un dente da latte che si scheggia, si muove, cambia posizione o diventa più scuro va segnalato al dentista, chiedendo quando farlo valutare: il colore da solo non permette di capire se il dente sia sano o se servano controlli. Dolore, gonfiore, sanguinamento persistente o difficoltà a mordere sono sintomi da riferire subito.
Quando un dente da latte esce completamente dalla sua sede, non rimetterlo al suo posto: il tentativo potrebbe danneggiare il dente permanente che si sta formando nell’osso. Controlla che il bambino non abbia difficoltà a respirare o deglutire e contatta il dentista per riferire l’accaduto e chiedere una valutazione.
Quando un dente permanente esce completamente dalla sua sede, serve contattare subito un professionista. Il tempo è importante, ma la priorità resta agire in sicurezza e raggiungere rapidamente il dentista.
Se il bambino è molto piccolo, ha difficoltà a respirare o deglutire, oppure sospetti che il dente sia stato aspirato, dai priorità all’assistenza medica. Non mettere il dente in bocca al bambino per conservarlo.
Se il dente si scheggia o si rompe: recupera il frammento se lo trovi e portalo con te in un contenitore pulito con latte o soluzione fisiologica. Contatta il dentista per una valutazione tempestiva, soprattutto se il bambino avverte dolore o sensibilità. Non provare a incollare il frammento a casa.
Se il dente si sposta, diventa mobile o sembra rientrare nella gengiva: non provare a raddrizzarlo, spingerlo o sistemarlo da solo. Evita che il bambino lo tocchi o mastichi su quel lato e chiama subito il dentista per ricevere indicazioni e organizzare una valutazione.
Durante la valutazione, il dentista raccoglie informazioni su dinamica e momento dell’incidente, controlla il dente, i tessuti vicini e il modo in cui i denti combaciano. In base al tipo di trauma e all’esame clinico può decidere se siano necessari esami radiografici o altri accertamenti: non ogni caso richiede la stessa indagine. Il trattamento dipende da quale dente è coinvolto, da quanto è spostato o fratturato e dall’eventuale interessamento delle strutture interne. Può essere sufficiente un controllo, oppure possono servire una ricostruzione, la stabilizzazione del dente o altre cure: solo una valutazione individuale permette di scegliere.
La visita non chiude sempre il percorso. Dopo un trauma alcuni segni possono manifestarsi più tardi, anche se inizialmente il dente sembra a posto: dolore che persiste o aumenta, sensibilità, mobilità, gonfiore, comparsa di una fistola o cambiamento di colore sono motivi per ricontattare il dentista. Segui gli appuntamenti di controllo indicati e segnala prontamente eventuali cambiamenti — senza aspettare la comparsa del dolore, se il dente è stato spostato, è uscito dalla sede o si è rotto in modo evidente. Gli intervalli e gli esami di controllo variano secondo la lesione, l’età e le condizioni del dente.
La maggior parte di questi traumi capita durante lo sport — bicicletta, calcio, basket, monopattino, arti marziali — proprio nei momenti in cui un bambino corre, salta, cade. Ed è lì che si può intervenire prima ancora che il trauma avvenga.
Un paradenti, scelto in base allo sport e indossato durante l’attività, può contribuire a proteggere i denti da urti e cadute. Per verificare quale tipo di protezione sia adatta a tuo figlio, chiedi consiglio al dentista.
Da Omnia realizziamo paradenti su misura per bambini e ragazzi che fanno sport: calcato sulla forma esatta della sua arcata, può offrire una vestibilità diversa rispetto a un modello generico acquistato in negozio.
Non rimandare la telefonata al giorno dopo, e non aspettare per vedere se il problema passa da solo. In caso di trauma a un dente — soprattutto se è permanente — chiama subito il dentista per ricevere indicazioni e organizzare una valutazione. Se sono presenti segnali di un’emergenza medica, chiama il 112/118 o vai al pronto soccorso: la gestione del dente non deve ritardare i soccorsi.

Da Omnia seguiamo, per la gestione dei traumi dentali, le indicazioni dell’International Association of Dental Traumatology, adattando l’approccio alle esigenze dei bambini. In caso di urgenza, chiama lo studio: il personale può darti indicazioni mentre organizzi la valutazione. Ci trovi a Santarcangelo di Romagna, in via Emilia 1939, a 10 minuti dal casello di Rimini nord, con parcheggio gratuito.
Siamo genitori anche noi. Sappiamo cosa vuol dire vedere un figlio con il sangue in bocca e la testa che va nel panico. Lavoriamo ogni giorno perché quella telefonata, quando arriva, trovi qualcuno pronto a guidarti passo dopo passo.
In alcuni casi sì, ma occorre agire rapidamente e far valutare il dente subito. Maneggialo dalla corona, non strofinare la radice e, se non riesci a riposizionarlo in sicurezza, conservalo in latte o soluzione fisiologica mentre raggiungi il dentista. Non aspettare per vedere se il dolore passa.
No. Non reimpiantare un dente da latte: la manovra può danneggiare il dente permanente in formazione. Contatta il dentista per riferire l’accaduto e chiedere se e quando effettuare il controllo.
Sì, è opportuno chiedere una valutazione, soprattutto se il frammento è grande, il dente fa male o è sensibile. Recupera il frammento se disponibile e portalo con te; non provare a incollarlo a casa.
No: il colore, da solo, non stabilisce quale trattamento serva. Va segnalato al dentista, che può valutare il dente e indicare se siano necessari controlli o cure.
Non sempre. Spostamento, mobilità o avulsione richiedono un contatto tempestivo anche in assenza di dolore. Se sono presenti sintomi alla testa, difficoltà respiratoria o sanguinamento importante, la priorità è l’assistenza medica urgente.
Fonti e informazioni sul contenuto
— Bourguignon C. et al. International Association of Dental Traumatology guidelines for the management of traumatic dental injuries: 1. Fractures and luxations of permanent teeth. Dental Traumatology, 2020;36(4):314-330. doi:10.1111/edt.12578
— Fouad A.F. et al. International Association of Dental Traumatology guidelines for the management of traumatic dental injuries: 2. Avulsion of permanent teeth. Dental Traumatology, 2020;36(4):331-342. doi:10.1111/edt.12573
— Day P.F. et al. International Association of Dental Traumatology guidelines for the management of traumatic dental injuries: 3. Injuries in the primary dentition. Dental Traumatology, 2020;36(4):343-359. doi:10.1111/edt.12576
— dentaltraumaguide.org — Dental Trauma Guide, Prof. J.O. Andreasen et al.
— iadt-dentaltrauma.org — International Association of Dental Traumatology
Questo contenuto fornisce indicazioni generali di primo soccorso e non sostituisce la valutazione del dentista o dei servizi di emergenza.
Guida sui traumi ai denti revisionata da dott. Roberto Rinaldi, specialista in ortognatodonzia, e dott.ssa Sara Ghiandoni, esperta in chirurgia orale pediatrica. Ultimo aggiornamento: ottobre 2026.